Iniziamo presentando la situazione della sicurezza nelle due aree interessate: Mweso e Goma.
1.1. Situazione sicurezza nella località di Mweso
La situazione della sicurezza nella località di Mweso è relativamente stabile. La cittadina accoglie sfollati provenienti dai combattimenti segnalati nei villaggi situati nella piantagione di JTN, a Katsiru, Mashango, Bumbasha e Mushebere. Questi scontri contrappongono le forze di resistenza Wazalendo alle truppe ribelli del M23.
Le attività si svolgono normalmente nella cittadina di Mweso, dove pero’ si osserva una crisi alimentare poiché la popolazione ha abbandonato le aree agricole che normalmente forniscono generi alimentari alla zona. Il sovraffollamento a Mweso, dovuto all’afflusso massiccio di sfollati in fuga dai combattimenti, è fonte di conflitti tra sfollati e popolazione ospitante, a causa della competizione per le risorse agricole ed energetiche.
1.2. Situazione di sicurezza a Goma e nei dintorni
Sebbene la città sia interamente sotto il controllo del M23, si verificano incursioni notturne nei quartieri periferici di Majengo, Turunga, Ndosho, Mugunga e Lac Vert. Piccoli gruppi di resistenti Wazalendo compromettono la sicurezza in questi quartieri. Alcune fonti indicano anche che ribelli del M23 tenterebbero di organizzare tali incursioni per criminalizzare questi quartieri abitati prevalentemente da Hutu.
Inoltre, si registrano frequentemente omicidi mirati durante il giorno, che colpiscono soprattutto i cambiavalute.
Nonostante la situazione di sicurezza sia instabile, i membri di CADEP continuano le loro attività nella zona di Mweso.
2.1. Progetto di sensibilizzazione sull’igiene e la salute comunitaria
Le attività di sensibilizzazione sono proseguite regolarmente durante il mese di agosto 2025. Tutti i responsabili della campagna di sensibilizzazione hanno trasmesso i loro rapporti mensili, raggiungendo così un tasso del 100%. Le schede dei rapporti ci sono pervenute puntualmente.
2.2. Progetto Orto
I beneficiari si stanno attivando per installare vivai in vista della prima campagna agricola del 2025.
Immagine 1 e 2: raccolta di cavoli coltivati dalla Rete delle Donne Vulnerabili di Mweso (RFVM).
2.3. Progetto Apicoltura Didattica
Nulla da segnalare in questo punto. Riceviamo regolarmente notizie dai nostri colleghi a Kiusha, che ci informano che le nostre arnie sono in buono stato.
2.4. Scolarizzazione presso l’Istituto Stefano Latini
L’anno scolastico è stato molto fruttuoso. I risultati nelle classi intermedie sono stati in media del 77,5%. Nelle classi terminali, il 100% degli alunni ha superato l’ottavo anno della scuola di base (tutti i 16 candidati della scuola hanno superato l’esame TENASOSP), mentre il 67% ha ottenuto il diploma di Stato al quarto anno della scuola secondaria (4 candidati promossi su 6).
2.5. Progetto Bulengo
Stiamo facendo pressioni affinché venga avviata la formazione artigianale per l’intreccio di cesti domestici. I ribelli del M23 hanno già vietato i sacchetti di plastica e propongono sacchetti di carta monouso e biodegradabili. Questa opzione è onerosa per le famiglie povere. La nostra proposta di cesti domestici durevoli sarebbe più adatta per le famiglie dei quartieri poveri. Chiediamo supporto per continuare la produzione di questi cesti, anche per contribuire alla lotta contro l’inquinamento ambientale.
L’agronomo continua a monitorare le aree riforestate. I vivaisti proseguono con la produzione e la vendita di piantine. Nel mese di agosto 2025, il vivaista ha distribuito 217 piantine di eucalipto e 9 piante di avocado.
Nulla da segnalare, la zona rimane al momento inaccessibile.
La linea elettrica è stata riabilitata. L’elettricità è già presente nella cittadina, ma non è ancora stata distribuita. La distribuzione inizierà presto, ma si presenta il problema di reperire un piccolo investimento per l’acquisto di contatori elettrici per una gestione più efficiente. Abbiamo bisogno, inizialmente, di 100 contatori, per un costo totale di 2.000 dollari.
La Repubblica Democratica del Congo è in guerra contro una ribellione sostenuta dal Ruanda. Mesi e anni passano, e i villaggi, le cittadine e le città si abituano all’amministrazione della ribellione del M23 nelle zone da essa controllate.
A Kinshasa, si continua a promettere – e talvolta a rassicurare – che si recupereranno le zone perdute, conquistate dalla ribellione. Ma più passa il tempo, più la speranza si affievolisce. Nel frattempo, la popolazione nelle aree occupate ha completamente perso la libertà ed è sottoposta a sfruttamento attraverso tasse esorbitanti, in un’economia soffocata dall’assenza di banche e di collegamenti con le altre province.
Nella capitale Kinshasa, l’atteggiamento generale dà l’impressione che la guerra nell’Est sia qualcosa di molto lontano. Si vive come se nulla fosse. Un modo per credere che la guerra dell’Est sia diventata, per la popolazione di Kinshasa, un fatto di cronaca come un altro.
Mujogo Kanyamuhanda Viateur
Coordinatore esecutivo di CADEP
Autore: Stefano Proietti - 31/8/2025
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